"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire"
(Italo Calvino)
Si può sostenere un approccio didattico a un classico come Fontamara utilizzando un modello di intelligenza artificiale generativa, nel caso specifico Gemini, per costruire conoscenza e complessità di pensiero?
Mentre leggevo il capolavoro di Ignazio Silone a un certo punto ho notato un cambiamento di voce narrante e così, anziché sfogliare le pagine all'indietro per ritrovare il punto esatto in cui le tre diverse voci vengono presentate, ho banalmente chiesto a Gemini.
Da lì è partita una lunga conversazione che si è protratta fino alla fine della lettura. Se a un certo punto mi venivano in mente connessioni con altri testi, personaggi letterari, autori, fenomeni sociali, ho cominciato a scriverlo a Gemini in forma di domanda aperta o di breve frase, e l'IA mi rispondeva sviluppando quella particolare connessione, intuizione, idea, confermandola o precisandola e soprattutto approfondendola.
Per me è stato un esperimento molto interessante, perché ne ho colto la grande potenzialità didattica in quanto Gemini (o qualunque altro modello di IA) permette di esplicitare e sviluppare a tutto tondo le possibili connessioni e gli stimoli derivanti dalla lettura, ampliando l'orizzonte di pensiero e la ricerca di senso. Inoltre la risposta formulata dall'IA chiude sempre con una domanda-stimolo che incoraggia l'utente a proseguire nel ragionamento e nella formulazione di altre concatenazioni di domande-risposte. Usando Gemini in questo modo, ho trasformato la mia lettura in un dialogo attivo e aperto con il testo, e la conversazione che ne è scaturita mi è stata utile per documentare il mio processo di lettura.
Ritengo che, con i dovuti accorgimenti, un esperimento del genere si possa replicare anche in classe, mettendo in pratica una lettura aumentata dei capolavori della letteratura, classici immortali, capaci ancora oggi di essere interrogati e di dire quello che hanno da dire, parlarci del nostro presente e delle storture del nostro tempo. "Fontamara" è uno di questi.
Al docente spetterà progettare bene l'attività, attraverso modalità laboratoriali che possano prevedere attività multifocali (lettura in autonomia oppure organizzata in circoli o gruppi di lettura) e, soprattutto, fare da modeling per mostrare come portare avanti una conversazione progressiva, mediante l'interazione costruttiva con l'IA.
Ma come mettere a frutto le "conversazioni" con Gemini? Come valutarle?
Immagino attività di restituzione a classe intera, magari con i discenti disposti in cerchio, in cui si discute e si dibatte insieme per costruire e condividere significati e itinerari di comprensione e di senso.
Insieme si possono fare tante cose: imparare a scovare le "allucinazioni" dell'IA attraverso la verifica delle sue risposte, formulare prompt disambigui (per evitare, appunto, le suddette "allucinazioni)", definire i turni di parola (al posto delle interrogazioni programmate). Ma si possono concordare anche (perché no?) griglie di valutazione.
E' possibile? Io direi che bisogna provarci.